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Autore: Titolo: Manifestazione Unitaria a Grottammare contro le BR
Conte Tacchia

13-11-2003 18:08 Edit Post Reply With Quote
Manifestazione Unitaria a Grottammare contro le BR

Noto con sorpresa che anche in occasione della Fiera di San Martino è stato allestito un chiosco del Movimento per la Pace che tra le altre cose proponeva l’iniziativa umanitaria “Un euro per i bambini palestinesi”; sinceramente non ricordo se questa iniziativa fosse patrocinata dal Municipio di Grottammare o da qualche sua struttura decentrata; in ogni caso, non essendo contrario a queste iniziative mi domando però come mai nelle occasioni passate vi fossero tante bandiere di partito (Rif. Comunista) o di Che Guevara, cosa significassero sottofondi di canzoni gucciniane come la “Locomotiva” o “Che Guevara” che lasciavano l’impressione (amaro eufemismo) che fosse un’iniziativa unilaterale e che la Pace fosse un’aspirazione elitaria di anime belle contro i “guerrafondai” che non firmavano contro la guerra o che non lasciavano fare ai loro figli un simpatico disegnino con la colomba per la pace.
Spero che quella dell’ 11 novembre, non sia stata un’occasione umanitaria per strumentalizzare un’azione politica sotto l’egida del Municipio; spero solo che quell’euro sia davvero utile per il popolo palestinese e non per coloro che lo strumentalizzano per mere azioni politiche.
Spero che si promuovano iniziative anche in favore del popolo ceceno, dei perseguitati politici a Cuba o dei tanti altri popoli che vivono nel nostro pianeta, martoriate situazioni e che non hanno però rilievo mediatico.
Spero che si organizzi a Grottammare per il 19 novembre una Manifestazione unitaria contro lo spregevole e assassino terrorismo BR; sarebbe un gesto di civiltà e maturità politica della cittadinanza e di chi la rappresenta in Municipio.
Non c’è Pace se c’è divisione di intenti e assenza di terreno di dialogo; non c’è Democrazia se non c’è base comune e condivisa di valori; per il resto possono esserci divergenze o dissidi, ma non certo su una base che si chiama civiltà e democrazia e che si fonda su diritti e doveri sacri e inviolabili.
Che poi la democrazia non si mai perfetta se ne può discutere; ma non possiamo dividerci nel discutere su quali siano le democrazie (per quanto imperfette) e quali siano le dittature; come possiamo accostare la bandiera della Pace a Che Guevara? Ci dimentichiamo forse che Che Guevara era un medico e nella sua vita non ha solo curato le persone ma anche un sanguinario rivoluzionario pur essendo guidato da nobili ideali? E’ il caso associare le bandiere di Che Guevara ad una manifestazione per la Pace? Cosa c’entra Che Guevara? E’ possibile condannare la pure imperfetta democrazia israeliana al caos politico istituzionale dell’Autorità Palestinese incapace di frenare gli istinti omicidi di un gruppo di assassini? Oppure accostare l’imperfetta democrazia statunitense con la dittatura irachena o con quella cubana di Fidel Castro?
A chi possa muovere l’idea che Saddam è stato strumento degli americani in passato ed ora invece nemico e terrorista per convenienza, non passa per la testa che dopo la Liberazione della nostra penisola nel ’45 solo un grande senso di responsabilità di Togliatti e del Fronte Popolare, ci ha permesso, seppure in un clima di divergenze politiche pressochè totali, di raggiungere un benessere politico e civile che non avremmo avuto se il Pci avesse deciso di proseguire nella sua “coerenza” politica? Dico, se gli Americani ci avessero lasciati al nostro destino, sarebbe possibile, oggi, dopo 50 anni, manifestare per la Pace, motivati o immotivati, contro quegli Americani stessi che ci diedero 50 anni fa la libertà?
Insomma, bisogna sia in ogni opposizione alla guerra o al terrorismo internazionale o interno, trovare un terreno comune, che non si arrocchi sui “senza se e senza ma”, ma che trovi una base comune condivisa da tutte le forze politiche, da tutta la cittadinanza e da tutti gli individui, e che può trovare nella mia proposta di Manifestazione unitaria cittadina contro il terrorismo Br un banco di prova, di confronto e di dialogo.
A risentirci dopo il 19 novembre.


Conte Tacchia

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