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Poesia satirica.
Conte Tacchia - 30-5-2003 02:21

Egregio signor Turco,
il suo sito è cosa egregia; mi permetto di inviare nel forum, inaugurando la mia presenza in esso, una poesia satirica che ho scritto e inviato al colto periodico culturale locale "La conchiglia"; avendo ricevuto dai gentili redattori apprezzamenti per il mio modesto componimento, mi permetto di proporlo a lei e ai numerosi frequentatori del suo magnifico sito; altresì, mi auguro che nel suo forum fiorisca presto un dibattito che affronti in modo globale gli aspetti della grottesità e della vita grottese, come vedo che sta tentando di promuovere.
Al componimento, aggiungo, i vari interventi in premessa e in risposta ai redattori della Conchiglia Carsus, per chi volesse avere completa e globale visione di quanto espresso, credo possa essere utile leggere, per completezza la serie di interventi nel forum del sito della "Conchiglia" che è www.laconchiglia.too.it.
Spero non l'abbia disturbata questa mia "pubblicità" al sito in questione; sito peraltro, espressione, come il suo, di una Grottammare aperta alle opinioni, alla cultura, alle sperimentazioni, alle idee, al confronto.
Grazie ancora per l'opportunità che ci date.
Attendo un vostro gradito commento e quello dei numerosi frequentatori di questo splendido sito su Grottammare che denota tutto l'amore che nutre il curatore per il proprio paese.
Prima di inviarle il dialogo e la poesia apparsi nella "Conchiglia",
mi permetto di salutarla e di ringraziarla dello spazio concessomi, augurandomi di poter riintervenire nel forum in successive occasioni.

Conte Tacchia.


Gentili Carsus,
vi chiedo scusa, innanzitutto per avervi chiesto di partecipare al forum, per poi assentarmi lungamente dalle scene.
Spero di far cosa gradita inviandovi un mio componimento poetico sulla falsa riga del filone realistico giocoso e satirico popolare.
Sicuro che i numerosi lettori della Conchiglia, sapranno dare un giudizio critico letterario di valore al mio componimento, aspetto vostre notizie, ringraziandovi come sempre dello spazio concesso.
Mi son permesso di sperimentare culturalmente, in uno spazio, quello satirico-giullaresco piuttosto estraneo alla cultura del nostro paese, ma assai diffuso, come ben saprete voi e i colti lettori della Conchiglia, nalla tradizione popolare centroitalica; basti pensare alle Pasquinate romane di epoca papalina; con sincerità non credo di essere all'altezza di Pasquino; unica mia presunzione è stata di cimentarmi culturalmente con questo genere letterario applicandolo alla vita di paese. E di questo credo che almeno mi si renderà testimonianza.
A voi redattori e a voi lettori, la parola.
Mi unisco a voi, nel fare gli auguri al nuovo Sindaco di Grottammare,
augurandomi altresì che sia dotato di senso di humor e autoironia.
Grazie ancora ed ecco a voi la poesia:


A lo sindaco novello.

Eletto è ormai al trono
lo principe grottese
Che molti di sorrisi elettoral ne spese
Con viso assai giulivo
e sguardo assai cordiale
In pieno clima torrido di spirto elettorale

Adesso molte e trepide
rimangono le attese
Ma credo che lo fatto
sia cosa assai normale

Orsù eletto principe mettiamoci al lavoro
Finite sono ormai le fulgide elezioni
Curiamoci piuttosto di mantener decoro
Fugando molti dubbi e traendo conclusioni

Passati sono ormai quei bui e tristi tempi
In cui chi amministrava
la nostra Grottammare
Forniva solamente assai cattivi esempi
Di chi i cazzi suoi soleva bene fare

Di soprannomi tanti
si affibbiano ai regnanti
C’è stato lo Re Sole e quello Galantuomo;
L’istoria sai, è bifronte,
sa esser lusinghiera
Ma sappi, nondimeno sa essere severa

Tu eccezion non fai, a chi è salito in soglio,
ma il soprannome tuo
non è motiv d’orgoglio

Mi auguro però che anche sol le voci
Può darsi pure vere ma certo assai feroci
Saranno mitigate dai primi gesti tuoi
Se tu con fare tosto ti accingerai di poi

a fare assai deciso primiera cosa giusta
riempiendo assai di cuore
quella tua Mezza Busta

Lo so son solo voci, ma sono da smentire,
son cose che di certo posson infastidire
Or sei lo primo attore
della grottese scena,
dai retta a me…
Almeno Mezza Busta… fai che diventi piena


Ecco la risposta datami dai cordialissimi Carsus, redattori della Conchiglia:

Carissimo Conte Tacchia, davvero molto simpatico il tuo componimento poetico ed anche redatto con competenza. Certamente un po' malignetto...Cmq anche dalle nostre parti abbiamo sentito quel soprannome, ma lo giudichiamo solo una cattiveria. Non ci crediamo assolutamente, ossia, le faccende private non rientrano nei giudizi che si debbono dare ad un amministratore, che deve dimostrare solo di saper bene amministrare la città, null'altro. Con questo rinnoviamo il saluto al tuo "personaggio", che certo, ri inviteremmo a smascherare...Cordialmente, la Redazione Carsus

Ecco la mia risposta intitolata: La satira e la politica a Grottammare: considerazioni


Gentilissimi Carsus,
vi ringrazio molto della vostra risposta.
Intendo però aggiungere alcune considerazioni: essere Conte Tacchia non vuol dire aver paura di esporre le proprie idee; come vedete le esprimo, e vi sono grato che me ne date l’opportunità.
Quanto al fatto di espormi, ritengo che l’esposizione di idee e pareri sia ben più significativa di chi le espone: sono il Conte Tacchia, e tanto basti; potrei essere illustre o umile, “Conte” o “Tacchia”, ma credo che il giudizio nei miei confronti non vada modificato in positivo o negativo, nè in base al ceto, al nome, ai dati anagrafici o alla mia importanza; chiunque voglia esprimermi il suo parere in privato comunico il mio indirizzo: contetacchia80@libero.it
Il mio anonimato scaturisce dal mio esser schivo, ma anche e soprattutto dalla volontà di tenermi estraneo all’esibizionismo, forma invece tanto diffusa nel cosiddetto “mondo intellettuale” grottese.
Il mio dunque, non è un personaggio da smascherare; è solo una voce, ed una voce non si smaschera, risuona anche se può risultar sgradita.
Riguardo al componimento avevo già premesso che poteva risultare dissacratorio; voi dite che sia malignetto; altri ancora potrebbero dire Vox populi vox dei, visto che anche voi non smentite il fatto che questa sia una voce circolante, anche se la ritenete assolutamente falsa.
Mi permetto di notare che tuttavia la ritenete falsa in quanto “le faccende private non rientrano nei giudizi che si debbono dare ad un amministratore che deve dimostrare solo di saper bene amministrare la città”; sarebbe come ritenere un toro senza corna finché non ha incornato un torero.
Credo sia alla luce del sole il fatto che il Sindaco uscente abbia costruito la sua immagine di probo amministratore proprio sulla base della sua onestà di privato cittadino; e credo che politicamente ne abbia tratto giovamento; se invece dovessimo scindere vita privata e vita amministrativa distinguendole, allora dovremmo riabilitare un’intera classe di amministratori nazionali e locali, della Prima Repubblica, dal cui esempio negativo distanziandosi, il Rossi ed altri uomini di Solidarietà e Partecipazione hanno costruito i loro teoremi di homines novi con le Mani Pulite e le Tasche Vuote.
Quanto al fatto di essere buono amministratore, il Merli potrebbe esserlo di certo ed egualmente pur se le dicerie rispondessero a verità: in parole povere, come egli sa ben curare gli interessi privati saprebbe ben curare gli interessi pubblici; ma il tutto avrebbe un gusto così retrò, da Prima Repubblica, che ricorderebbe quella “Milano da bere”, tanto vivibile e mondana, quanto corrotta, da cui i “Solidaristi e Partecipazionisti” si son sempre distanziati, e verso cui hanno nutrito sempre profondo disprezzo; un gusto retrò che screditerebbe di molto questi homines novi.
Vi invito, poi a rilevare che il mio componimento, nella sostanza è meno cattivello di quel che sembra: nel finale si può comprendere che se la Mezza Busta è stata riempita, e dunque la Coscienza è a posto, la satira non fa altro che insaporire la democrazia e la vita di paese; se invece la Coscienza è sporca la satira non può e non deve far altro che esser voce sgradita all’orecchio di chi non vuol sentire o di chi fa finta di non aver capito.
Sono onorato di aver potuto esprimere in un colto e raffinato periodico locale come il vostro, un modesto tentativo di satira, che come già ho detto solo da molto lontano guarda gli esiti magnifici della tradizione satirica centro italica, romanesca, papalina e pasquinate; unico mio merito piuttosto è quello di aver tentato di scuotere o criticare, forse invano, coloro che hanno inserito il pilota automatico del self-control e del superpartes sempre ed in ogni occasione, vuoi per timidezza o vuoi per opportunismo, e che, pur avendo pareri e idee difformi da quelle dominanti in paese, tengon cucita la bocca e posata la penna; spero almeno che leggendo quel mio componimento, se non ritroveranno la voce, almeno abbozzeranno un sorriso, pensando che li ho letti nel pensiero.
In attesa di una vostra risposta e di una vostra proposta di discussione, ringraziandovi di cuore saluto voi e i vostri lettori

vostro Conte Tacchia

Ecco i complimenti graditissimi di Carsus al mio componimento

Okay, Conte
Carissimo Conte, grazie per la tua satira. Abbiamo inviato una newsletter in cui invitiamo i lettori a risponderti.
A presto !

Il web master carsus


P.S. Signor Turco sono graditissimi suoi personali commenti e quelli dei frequentatori del sito. Di nuovo ossequi e saluti cordiali a tutti voi.

Conte Tacchia