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Topic Review
Conte Tacchia

inserito in 6-11-2003 at 04:17

Avevo mesi fa partecipato al forum del sito dei socialisti grottesi ponendo sostanzialmente ai partecipanti queste domande: quali motivazioni avevano condotto alla scelta di nominare coordinatore della sezione locale dello SDI, l’ex laburista Antonio Casilio; quali fossero i motivi che avevano spinto il Centro-sinistra locale a stipulare un accordo elettorale con l’”odiata” coalizione di governo comunale, Solidarietà e Partecipazione.
Ciò che mi colpiva, da cittadino, era osservare che, dopo le entusiasmanti promesse elettorali del Rossi in passato, non solo, a mio parere, i risultati raggiunti negli anni di amministrazione erano insufficienti, ma spesso davvero smentivano quei caratteri che, del Rossi, ne avevano permesso l’ascesa: l’anima ambientalista, la trasparenza e coerenza politica, il senso profondo della giustizia.
Sono passati 8 anni di Amministrazione Rossi; ho avuto modo di vedere che, le molte cose fatte, vanto degli amministratori, spesso sono state fatte male: in ambito di opere pubbliche e azioni politiche; gaffe o gesti politicamente discutibili; perdita di senso istituzionale o di controllo di nervi nel rapportarsi con le critiche degli avversari; opere pubbliche faraoniche nelle spese e squallide negli esiti.
Insomma è venuto alla luce, un Rossi ignoto, per i tanti che fanno finta di non vedere, e per i pochi che non ne sapevano l’esistenza: un Rossi sommo conoscitore dei metodi per consolidare il consenso e di quelli per delegittimare il dissenso; un Rossi capace di inculcare nei sostenitori e compagni l’idea che quanto veniva da lui compiuto era di origine o ispirazione “divina” e che le critiche mossegli, di contro, fossero opera di un disfattismo empio, corrotto e blasfemo.
Per operare in tal maniera è stata evidente una profonda opera di “Rivoluzione culturale” che da un lato fornisse “militanti” pronti alla difesa ad oltranza, dall’altro sopisse ogni tentativo di eventuali sviluppi di coscienze critiche alternative al pensiero dominante.
E dunque, sospettando da tempo che questo fenomeno avesse largamente preso piede nella mentalità paesana, mi domandavo, negli interventi nel forum, quali fossero le oscure motivazioni dell’arrendevolezza del Centro-sinistra e dello SDI locale, di fronte a logiche politiche che favorivano, autolesionisticamente, coloro che, a buon motivo, erano stati gli avversari di un tempo, e cioè il Rossi e il laburista Casilio.
Nel dopo elezioni, verificando la scarsa partecipazione al forum e ormai avendo io preso piena coscienza dell’arrendevolezza di chi, per chi sa quale oscuro motivo, si lasciava sedurre dagli effetti della sopra citata “Rivoluzione culturale”, intesi, scoraggiato, accantonare ogni velleità di ricevere chiare risposte, mettendo persino in dubbio che il fenomeno fosse realmente presente nella mentalità cittadina.
Passati ormai cinque mesi dai fatti, in una delle mie visite al sito dei socialisti grottesi (www.socialistigrottesi.too.it), noto con profondo stupore che di Rivoluzione culturale si trattava davvero ed era in chiara espansione anche in quelli che erano per tradizione partiti riformisti.
Nello specifico, dovetti rilevare che le mie discussioni, erano state tolte dal sito pur essendo esse posteriori ad una precedente di ben 4 mesi.
Tale gesto, mi ha obbligato a tornare su certi argomenti, che io credevo ormai, frutto di mie ipotesi ragionate e che invece, come ho avuto modo di verificare e come di seguito dimostrerò, non sono altro che effetti concreti e sostenuti da prove, di quella Rivoluzione culturale promossa alla cittadinanza e all’intera classe politica locale (senza escludere le cosiddette opposizioni).

Il Rossi, presentatosi come l’homo novus della scena grottese, riscosse notevoli consensi nella sua rielezione a sindaco, e il suo “delfino” Merli, attuale sindaco in carica, conferma che il consenso, seppure in netta discesa, è comunque al di sopra del 50%.
Ciò, significa che il lavoro svolto dalla coalizione di Solidarietà e Partecipazione, guidata un tempo dal Rossi e oggi dal Merli, è comunque risultato gradito alla maggioranza della popolazione.
Ma chi conosce di storia e sa come va il mondo, non può negare che avere consenso non vuol dire necessariamente aver fatto bene.
La mia riflessione necessita di partire da lontano: dal fatto che all’inizio dell’esperienza di Solidarietà e Partecipazione in paese c’era grande entusiasmo attorno alla coalizione e al gruppo di lavoro che, non solo prometteva grandi cose in termini quantitativi, ma anche in quelli qualitativi, e cioè in un modo di fare politica più trasparente e non più legato a logiche clientelari o utilitaristiche “degne” della Prima Repubblica.
La “verginità” di questa coalizione, permetteva al Rossi di acquistare anche la fiducia di coloro che stanchi della politica del passato intendevano darle una giro di chiave; e così, il Rossi, persona nuova nel panorama di maggioranza, ma in realtà vecchia volpe e conoscitrice dei metodi di lotta politica affinati negli anni trascorsi nel Consiglio Comunale all’opposizione, veniva a ritrovarsi Sindaco, coadiuvato da un gruppo di persone scelte dalla “società civile”, più o meno estranee alla politica di palazzo, ma in realtà per nulla inconsapevoli, come avrò modo di motivare in seguito, dei vantaggi che la politica di palazzo fornisce a chi perviene in politica dalla “società civile”.
Rossi e Solidarietà e Partecipazione, sono stati “antesignani” di quei movimenti girotondini e non, ora tanto diffusi, che traggono la loro forza sia dal fatto che non intendono darsi forma partitica e statutaria (prendendo le distanze dai vecchi partiti), sia perché aspirano a forme di democrazia maggiormente “collegiali”.
Cosa che se da un lato non fornisce una chiara e coerente linea strategica, o una condivisa visione del mondo, dall’altro permette loro di porsi come alternativi alle rigide logiche partitiche, liberi da ogni costrizione o logica di parte, schietti nelle proposizioni, nuovi nelle proposte, puliti nelle tasche e nelle coscienze, promotori di una democrazia diretta che superi la semplice rappresentatività e si avvalga di una maggiore capillarizzazione della partecipazione attiva dei cittadini-elettori attraverso maggiori strutture collettive, sottostrutture e decentramenti ecc.
Non a caso il Rossi, il Merli e la loro coalizione, hanno operato in tal senso, sfruttando la capacità di potersi defilare e rendersi alternativi alla politica tradizionale, macchinosa, non trasparente e a loro dire ambigua, clientelare, utilitarista.
Ora, partendo da queste considerazioni circa la matrice dell’esperienza di Solidarietà e Partecipazione, è il caso di fare riflessioni inerenti alla loro concreta esperienza politica e quanto essa ha influito nella società e mentalità grottese.
Il tutto è nato non solo da un’attenta verifica degli aspetti politici e civici di questi ultimi anni, ma anche delle trasformazioni che indubbiamente si sono avute sotto queste amministrazioni nella nostra Grottammare.
Ed è qui, che bisogna prendere atto che invece la “Seconda Repubblica” paesana, incarnata da Rossi e soci, non è stata per certi aspetti migliore della Prima, anzi in alcuni, molto più deleteria.
La politica rossiana insomma nonostante le rosee aspettative non si è potuta di certo privare di logiche già note alla Grottammare del passato; ed anzi in parecchi casi accentuandone i caratteri, che pure essa aveva contestato duramente e su cui aveva basato la propria ascesa.
Primo esempio: la coalizione era ed è tuttora ricca di esponenti provenienti dalla “società civile”, in buona parte neofiti della politica.
Alcuni fra loro, liberi professionisti, nel periodo amministrativo sono stati molto attivi, specie in ambito urbanistico o di riqualifica del territorio e delle zone degradate del paese, partecipando in qualche modo con la loro competenza professionale; gesto magari non riprovevole, ma certo equivalente a quello di tanti liberi professionisti del passato, “crocifissi” allora, dalle focose e spietate critiche del Rossi, allora militante nella sinistra non propriamente riformista.
Aggravante ai danni di Rossi, quella di aver prima contestato quei metodi, e poi in un certo modo non aver potuto evitare che le cose del passato si ripetessero, ingrossandone anzi le file dei “beneficiati”.
Altro esempio, il fatto che il Rossi si era strenuamente battuto in passato per fare in modo che si impedisse di concedere incarichi comunali a parenti fino al 4 grado di parentela; detto fatto: l’ingegner Fabbioni, cugino dell’Assessore alla Cultura attuale, sotto la Giunta Rossi, ricevette l’incarico di progettazione del PRG.
E’ giusto a questo punto, inserire a riguardo un passo della lettera scritta dal Rossi ai suoi detrattori, apparsa nel forum del sito del sig. Turco (www.paoloturco.it), nel tentativo di difendersi da tale “accusa”:


“non intendo sfuggire alle critiche rivolte nei miei confronti che trovano come oramai datato argomento, ricorrente, culminante, a volte esclusivo (…quasi che i miei detrattori non dispongano di altri argomenti) nella mia scelta di conferire durante gli otto anni del mio mandato ben due incarichi di progettazione, all’ing. Dante Fabbioni, tra i tanti altri conferiti a vari tecnici di destra e di sinistra (…si, perché [………..] ho dato incarichi anche a competenti professionisti notoriamente di destra come ad esempio l’arch. Massimo Sciarra o l’ing. Angelo Massi, esponente di AN, quando ho ritenuto che gli stessi fossero all’altezza del compito da affidare loro).
Dell’Ing. Fabbioni mi viene contestata la parentela con l’assessore all’urbanistica Stefano Fabbioni e quindi l’immoralità di tale mia scelta, al di là della sua perfetta legittimità.
Senza dubbio si tratterebbe di un ottimo argomento se non si dicesse che certamente a Grottammare, ma probabilmente in tutta la provincia, non esiste un altro tecnico con al suo attivo la progettazione di ben 10 Piani Regolatori, 30 piani attuativi, opere pubbliche (scuole, parchi, musei, cimiteri, strade, ecc.) per oltre cento miliardi di lire; con clienti che vanno dal maggior gruppo industriale della Provincia (gruppo “Della Valle”) a ben 19 Comuni”.



Difesa lucida e impeccabile se non fosse che, se queste parole le avesse pronunciate un amministratore del passato, sarebbe stato “inchiodato al muro” dalla sapiente azione offensiva del Rossi.
Pur dando dimostrazione di uno spiccato senso della Par Condicio, fornendo incarichi in base alla professionalità e non in base al colore politico, il Rossi comunque elude come mai, anni e anni prima si fosse strenuamente impegnato a evitare che si dessero incarichi comunali a parenti degli Assessori.
Quanto all’indiscussa professionalità dell’Ingegner Fabbioni, nessun dubbio; né al fatto che sia uno dei più noti professionisti del settore nella provincia; ma dubito che nel caso che un “parente illustre” fosse stato interpellato da passate amministrazioni democristiane o socialiste, per quanto competente e professionale, il Rossi, non avrebbe intimato la subitanea sostituzione con un qualsiasi altro professionista, e per di più richieste immediate dimissioni del Sindaco e della Giunta Comunale.
Nella lettera citata, per smorzare l’evidente disagio di affrontare una tale argomentazione il Rossi cade in una gaffe di portata colossale quando dandosi dell’amministratore idiota (vista l’evidenza dei fatti) afferma:

Non c’è che dire, se tutta questi incarichi derivano dalle sue parentele …la famiglia Fabbioni è molto grande e potente!
In realtà anche un bambino può comprendere che, data la diretta responsabilità del sindaco sui risultati delle proprie scelte, non può esistere da nessuna parte un amministratore così idiota da conferire incarichi importanti (come quelli di un PRG o di un lungomare) per ragioni meramente clientelari!!!

Dimentica che se fosse stata questione di parentele, probabilmente l’unico incarico glielo avrebbe fornito la sua amministrazione; ma non secondario, e aggravante, c’è il fatto che l’assessore Stefano Fabbioni, cugino dell’ingegnere e compagno di partito dello stesso Rossi, al tempo era Assessore all’Urbanistica; nemmeno un sospetto di conflitto di interessi? Nemmeno un dubbio, dico?
Ripeto, se fossero stati i vecchi amministratori della Prima repubblica, non ci si sarebbe sottratti ad un furente annientamento forcaiolo e inquisitorio del Rossi.
Estremo tentativo di difesa, l’affermare “come il divieto introdotto nella primavera del ’94 fosse finalizzato esclusivamente ad evitare favoritismi nei confronti di eventuali parenti riguardo una nuova tipologia di incarichi discrezionali del sindaco introdotta dalla legge 81/93”; come a dire che se si inventano nuovi incarichi comunali per i parenti è grave, se invece se ne affidano di già esistenti non accade nulla.
Logica impeccabile ma che comunque circuisce il fatto che di fronte ad una questione del genere il Rossi dell’opposizione non avrebbe fatto sconti neppure ai Santi.
E che dire di quei metodi “vecchiotti”, nel nome e nei fatti che vede (o vedeva) la figlia di un ex consigliere comunale all’interno di una cooperativa che “collabora” con il comune?
Cosa avrebbe detto il Rossi all’opposizione? Avrebbe fatto appello alla professionalità e al fatto che a questi incarichi si accede magari tramite concorsi ?
Credo sia perlomeno motivato, il sospetto che da parte del Rossi e della sua Amministrazione, vi sia stato l’uso di due pesi e due misure; uno intransigente forcaiolo e di condanna verso la politica del passato, e uno più morbido, ponderato e posato nella giustificazione della propria politica.
Quanto al fatto che il Rossi afferma che i suoi detrattori non dispongano di altri argomenti per attaccarlo, ho avuto piuttosto modo di verificare, nei suoi stessi atteggiamenti e dei molti suoi sostenitori, dei cliché che hanno alcuni tratti distintivi nella lettera sopraccitata e sono frutto di una mentalità radicata e sapientemente nutrita in paese.
Quando li si attacca, essi sostengono sospette connivenze ideali o reali con le logiche “perverse” e disoneste della Prima Repubblica.
Se ciò non bastasse a domare chi li contesta, un metodo di delegittimazione ancor più radicale è quello di azzittire gli avversari tacciandoli di scarsa serenità, in alcuni casi di instabile sanità mentale e di giudizio; in altri casi si affidano alla derisione sarcastica accusando i critici di essere i soliti provocatori, senza idee e senza validi argomenti, i soliti disfattisti, coloro che sono dotati unicamente di senso critico unilaterale e per nulla di senso propositivo.
Di fronte ad “aggressioni” di questo tipo, citando per di più mie dirette esperienze personali, mi sono deciso a scrivere questa lunga lettera che fornisce diversi esempi presi dalle discussioni nei vari forum di siti cittadini per chiarire i metodi e i comportamenti usati per stroncare il dissenso e delegittimare le opinioni avverse; alcuni interventi, degni peraltro del Minculpop o dell’Agitprop:

A chi, accusa, il Comune di aver venduto per rottame un trattore che sta “parcheggiato” a casa di Merli in perfetto stato [forum sito sig. Turco, intervento di gino mercoledì 22 gennaio 2003 - 19.48.49]
il signor Turco, moderatore del forum, invece di andare a verificare la veridicità delle affermazioni, prende immediatamente le difese del sig. Merli, ritenendo a priori “assurda” l’affermazione suddetta.
Nota di p.t. [23 genn. 2003 - 2.18h]
Dovrei cancellare questo post perché va pesantemente fuori dalle regole del dibattito, che è stato creato per consentire un civile - magari anche acceso, ma civile - confronto di idee e non per permettere di lanciare oblique accuse a volto coperto. Per il momento lo lascio - tanto l'affermazione è talmente assurda che si smentisce da sola - come esempio di ciò che non si dovrebbe fare quando si partecipa a un forum su internet. Nel contempo mi scuso sia con il signor Merli, sia con l'estensore della nota, alla cui richiesta di cancellarla darei pronta esecuzione
E in un certo qual modo risponde a nome del Merli stesso, pur senza (o forse c’era) l’assenso dell’interessato. Come mai tanta cura nel difendere il sig. Merli da insinuazioni (magari anche false) senza farlo neppure scomodare ad una risposta diretta? Come mai tanto zelo?

Le straordinarie doti divinatorie di un tale Stefano che riesce a ricavare dall’anonimato nomi e cognomi di chi scrive e contesta, invitandoli, forte di un profondo “senso democratico” a stare zitti, con cliché verbali (frustrazione, maldicenze, malignità, inquinamento delle opinioni, distinguo fra le opinioni false degli avversari e le poche opinioni spassionate di chi fiancheggia il “regime”) spesso, come potete verificare, utilizzate da Rossi e sostenitori.
Forum o latrina?
[….] ho letto gli interventi di questo “dibattito” virtuale… Diversi di essi pur essendo coperti dall’anonimato recano in realtà “la firma e la foto” degli autori (…un vecchio socialista ben noto, un rissoso operatore
turistico, un politico plurisconfitto in cerca di vendette, ecc. ecc.) che pertanto avrebbero fatto bene a firmarsi con il loro vero nome. Peccato che questo forum non riesca a decollare affrancandosi da questo “squallido giro”.
Con l’intervento di questi soggetti, a volte mascherati da elettori di sinistra o di destra delusi, esso assomiglia sempre più ad una latrina in cui alcuni vuotano le proprie viscere o vomitano dentro le proprie maldicenze, malignità e frustrazioni, che inquinano le poche opinioni “spassionate”, provando l’ebbrezza di poter diffondere al mondo (poveri illusi!!!), falsità e spropositi, rigorosamente coperti dall’anonimato.
Allora vorrei consigliare a questi soggetti (più volte candidati alle elezioni o in procinto di candidarsi), di lasciare agli altri la parola. Sarebbe meglio anche per loro. In primo luogo perché stanno sprecando inutilmente le loro preziose energie con un “circoletto” di interlocutori di poche decine di persone (basta andare al bar della stazione o in qualsiasi altro pubblico esercizio per avere un campione di elettori più vasto e rappresentativo!!!) in secondo luogo perché, inquinando questo seppur piccolo campione di viaggiatori di internet, perdono la possibilità di sapere cosa pensano realmente alcune persone “disinteressate” del presente e del futuro di Grottammare.
Stefano

Così “Jo_Jan” risponde ad una persona che si firma in diversi modi, “diffamando” gli amati amministratori.
Egregio curatore di questo forum...
Per quanto tempo ancora dovremo sopportare le diffamazioni anonime di questo signore che si firma in vario modo: la vostra coscienza, lupin, mazzameriie, mercs, ecc. ecc. (lo si deduce dai medesimi errori dattilografici). Le sembra giusto che costui (evidentemente un avversario politico) si nasconda dietro la sua persona, per continuare a gettare fango su uomini e donne che molto hanno dato a Grottammare in questi anni. Non crede anche lei che le persone serie ed oneste certe affermazione le dovrebbero fare pubblicamente assumendosene la responsabilità?
jo_lan2000@yahoo.it
lunedì 10 febbraio 2003 - 1.01.44
Singolare il fatto che sia Stefano che Jo_Jan abbiano il dono “divinatorio-grammaticale-esegetico” di scoprire chi si cela dietro il vile anonimato; ma abbiano lo stesso modo di sminuire le accuse catalogandole come bugie, ed altri termini lessicali, questi davvero sorprendentemente simili, frutto, evidentemente di una “Rivoluzione Culturale” ormai matura e avvenuta, che fa chiamare le allusioni al malgoverno di Solidarietà e Partecipazione “bugie e maldicenze”, frutto di menti frustrate, mentre quelle al malgoverno della Prima Republlica verità ignominiose ormai archiviate acquisite e giudicate dalla storia e dal maturo popolo grottese.



Così “Habib” risponde a “Coscienza” che si lamentava delle spese che i cittadini grottesi devono sostenere per pagare le denunce che il Rossi ha mosso contro altri cittadini grottesi:

[….] al momento però ho riflettuto sulle 130.000 lire e ho pensato che le mie meno di 10 lire quotidiane (130.000/14.000) le spendo volentieri, anche solo per coltivare la speranza che qualche crimine contro la comunità sociale venga prima o poi punito. Sarà perché non vedo la televisione, ma tra chi denuncia un reato e chi molto probabilmente lo ha commesso la mia stima continua ad andare a chi fa la denuncia, specialmente se questa non è fatta per i propri bassi interessi ma a favore della collettività dei cittadini.
Mia opinione.
habib
lunedì 10 febbraio 2003 - 1.06.07

Molti dei cittadini “accusati” dal Rossi, sono stati assolti; questo dovrebbe far rilevare che il Rossi non è il Gran Giurì; Habib, poi, muove da istanze sbagliate, in quanto se dovessimo dare ascolto alla sua visione, dovremmo essere grati a quei fascisti, che, nel Ventennio denunciando l’illegalità degli avversari si appellavano ad un senso profondo di giustizia, all’onesta politica della loro azione, al disinteresse per i vantaggi che ne avrebbe tratto in termini di popolarità e prestigio.
Una mentalità comune sia al Rossi e ai suoi, sia agli squadristi e ai gerarchi fascisti, uniti fra loro dalla suprema convinzione di essere comunque nel giusto, animati dal loro giustizialismo e dalla sete di ascesa politica.
Come in ogni buon regime che si rispetti le verità scomode passano in secondo piano, delegittimando chi ne è portatore ritenendolo degno soltanto di essere considerato sterile e polemico o definendolo persino ingiurioso e frustrato, disturbato o infelice.

Lapidaria quanto chiaro esempio della pronta cieca e assoluta obbedienza alle logiche di Solidarietà e Partecipazione l’affermazione di un tale Enrico:
Ma questa storia del cugino...
mi sembra 'na strunzata.
Perché, se vostro cugino si arricchisce vi da dei soldi a voi?
Mah? Beati voi.
Enrico
venerdì 14 febbraio 2003 - 0.33.01
Peccato che anche qui si liquidi il fatto che se la “cosa” fosse avvenuta in epoca democristiana il “Rossi-Crociato” avrebbe fatto a pezzetti lo “Scudo-Crociato”.

A MFE, sigla che tornerà nota in seguito, il quale paragonava i conflitti di interessi comunali (caso-Fabbioni es.) a quelli berlusconiani, e chiamava la biblioteca comunale un “tugurio”, l’arguto Enrico rispondeva:
[….] E bravo il furbissimo MFE, profondo e finissimo analista politico, per il quale dare un appalto al cugino dell'assessore piu o meno equivale al conflitto d'interessi di berlusconi, la più che dignitosa biblioteca comunale è un tugurio, e la lotta politica si fa con maldicenze e sottintesi; davvero i popoli hanno i governi che si meritano […]

Anche qui torna utile accusare il contestatore di “maldicenze e sottintesi”, secondo il cliché consigliato e impartito dalle “circolari” del “partito” rossiano; .

A nulla serve la successiva ed amara considerazione di MFE:

[….] anche un uomo di sinistra sa accettare meschini compromessi con la sua coscienza e
rasserenarsi pensando che in fondo il miliardo abbondante (diciamo quasi due?) del cugino dell’assessore è nulla in confronto alle migliaia di miliardi di Berlusconi. Evviva evviva, che magnifico insegnamento ai giovani, alle generazioni future. Con gente come te non solo la sinistra, ma l’intera umanità non potrà fare altro che migliorarsi e progredire.

Di grandissima comicità l’intervento dell’artista di “fame” internazionale (e poi spiegherò il “refuso tipografico”) Gianni Ottaviani che, proposto da una partecipante al forum alla candidatura di Sindaco, dall’alto della sua “indipendenza” artistica e culturale afferma:
Grazie, no, ma mi auguro che...
Sono Gianni Ottaviani e ho letto solo oggi su questo sito che una certa Luciana mi ha indicato come suo candidato sindaco di Grottammare (dom. 8 dic.,«...come sindaco mi piacerebbe qualcuno al di sopra delle parti e dei partiti, un personaggio di spessore culturale piu' che politico, come ad esempio l'artista di fama nazionale Gianni Ottaviani») .
Apprezzo moltissimo e ringrazio, ma per fare il sindaco un uomo di cultura è il meno indicato in quanto poco incline a mediazioni e compromessi.
Io poi non uomo-politico e così legato a Grottammare, lo sarei anche meno e non esiterei in nome della salvaguardia dei beni artistici, storici e ambientali del mio paese a farmi per queste ragioni molte inimicizie.
Mi auguro che Grottammare possa trovare la persona giusta per continuare e migliorare la strada iniziata da Rossi, con qualche attenzione in più a certe discutibili rivoluzioni ambientali che, non a posteriori, ho sempre criticato.
Gianni Ottaviani
sabato 15 febbraio 2003 - 20.27.47

L’Ottaviani, declinando l’offerta, motiva il rifiuto sostenendo che il suo carattere, tipico d’artista, non lo renderebbe incline a mediazioni e compromessi; proprio per la sua natura apolitica declina perché sa che come uomo di cultura sarebbe di parte nel difendere beni artistici, storici e ambientali del proprio paese. Poi si augura che il paese possa trovare l’uomo giusto per continuare e migliorare la strada iniziata da Rossi (ma non era un “uomo non politico“??); spera altresì che si dia maggiore attenzione a certe discutibili rivoluzioni ambientali che ha sempre criticato.
Chi ha perso la strada maestra? Il “cementomane” Rossi (si pensi agli obbrobri cementizi delle sue opere pubbliche) o l’Ottaviani, forse da un lato “affamato” (ed ecco spiegato il refuso) di fornire una propria immagine di artista superpartes, ma dall’altro sensibile al fascino di cavalcare il “cavallo favorito”?
Per la serie: signor Ottaviani, lei vale più come politico o come artista?

Una tale Miriam, in un suo intervento conferma la presenza in epoca Rossi di metodi “vecchiotti”, di nome e nei fatti, a esigenze nuove:
Per gli […] incarichi andatevi a vedere i nomi dei componenti della cooperativa Girasole, o comunque che gestisce la biblioteca ed altri servizi culturali...
Miriam
domenica 16 febbraio 2003 - 15.15.39

Un tale “enrico” rispondendo a Miriam delle accuse a Solidarietà e Partecipazione di aver fatto peggio dei DC del passato afferma che “Sono stati fatti in otto anni lavori pubblici che mai si erano visti nel passato, quando l'interesse dei privati era la regola dominante. Dici che tutto è stato fatto per far arricchire parenti e amici? Ma dai, non penso che degli onesti amministratori possano avere un simile ridicolo scopo, e sono convinto che quelli disonesti farebbero arricchire non parenti e amici ma semplicemente chi offre di più. Non credi? Quando si parlava di nepotismo ci si riferiva a papi e cardinali, […] non era mica una questione di sangue. Per questo la legge […] non credo che vieti, che l'incarico di un lavoro pubblico sia dato a un parente di un assessore, il quale (parente) ha diritto di partecipare alla gara come tutti gli altri. Il sospetto? Quello fai bene ad averlo sempre. Ci sono tra le persone e i gruppi di persone legami oscuri che sfuggono agli occhi di tutti, molto più sottili di quelli di sangue. Forse - per una questione di stile - l'assessore il cui parente aveva vinto l'appalto doveva offrire le sue dimissioni? Forse. A noi giudicarlo per questo; a noi giudicare la contraddizione tra la lotta di Rossi consigliere agli incarichi tra famigliari e il comportamento di Rossi sindaco; ma differente accusare tutti implicitamente di corruzione, dai. In questo forum le accuse al gruppo di amministratori uscenti sembrano provenire quasi sempre da gente di sinistra, come gli inviti a votare scheda bianca: ma sarà vero? Mi viene qualche dubbio. Io per me penso che, qualunque sia la sincera delusione per questa o per quella scelta (anche ora, nella questione del candidato sindaco), ma tra questa amministrazione e quelle passate ci sia una differenza come tra il giorno e la notte. E spero proprio che quella mattina di maggio la gente di Grottammare possa scambiarsi un lieto buongiorno e non una triste (per tutti) buonanotte.

Il garbato signor Enrico delinea tutti gli effetti nocivi di come la mentalità in epoca Rossi sia funzionale, a chi amministra anche in chi, come lui, pur confusamente, cerca di porsi domande ma non sa rispondersi altro che “forse” era necessario che Stefano Fabbioni si dimettesse; e perché forse?
In epoca DC-PSI i forse avrebbero retto il giustizialismo della “Banda degli Onesti”???
Ne fa una questione di stile; uno stile che mancò anche agli squadristi fascisti che pensarono bene di reprimere i dissensi al regime con le legnate agli avversari; anche lì mancanza di stile, ma credo che si sia tutti d’accordo nel risponderci affermativamente e non con un dubbioso “Forse” che di stile era meglio averne.

Riecco il mitico Gianni Ottaviani, che in questo suo scritto chiarisce quanto sia dotato maggiormente di talento politico che artistico, o in ogni caso, come artista a servizio della politica (che vince):

Ho qualche difficoltà a seguire questo forum che da un lato apprezzo ma dall'altro mi infastidisce per via dell'anonimato di molti interventi. Anonimato che mal si presta a quella attenta riflessione che richiede l'argomento. […] L'anonimato, gestito a dovere e con critiche a tutto campo, potrebbe infatti essere utilizzato anche per creare volutamente confusione e disorientamento tra gli elettori di sinistra.Strategia già in uso. Attenzione quindi a valutare bene gli interventi.
Per dare credibilità alla discussione, occorre avere il coraggio di esprimere palesemente le proprie idee,a favore o contro certe scelte, e confrontarsi direttamente:Sapere con chi ci si relaziona è la base per una seria e democratica discussione.
Detto questo, come uomo di cultura, appartengo alla sinistra ma ad una sinistra diciamo quasi utopica che si definisce "illuminata" e che si colloca al di fuori degli schemi a volte limitativi dei partiti, e per questo dagli stessi spesso mal vista ed emarginata. Come uomo di sinistra mi dispiace quindi constatare che Grottammare non sfugge alla logica autolesionista del centro sinistra, già ampiamente e sciaguratamente collaudata in campo
nazionale. Certi steccati,personalismi e malcelate ambizioni non possono che avvelenare il clima e confondere ulteriormente l'elettorato di sinistra. Non ho nulla di personale,anche per scarsa conoscenza vivendo a Milano,contro i nomi che circolano o che sono già definiti. Mi preoccupa però il fatto che le candidature dovrebbero in genere tendere a compattare l'elettorato e non a dividerlo come sta avvenendo a Grottammare: Sarebbe auspicabile a questo punto un salutare passo indietro di tutti e una meditazione più responsabile e più attenta agli umori di tutto il popolo delkla sinistra. […] Ho avuto anch'io il sentore dell'umore che serpeggia e che viene fuori a volte anche da questo forum:c'è aria di astensioni o peggio ancora di voto contrario per candidature che non raccolgono l'unanime gradimento.
Spero che non sia così e che con senno a Grottammare si possa porre fine alla critica "tout court" e non costruttiva e al deprecato autolesionismo della sinistra,altrimenti .....toccherà anche a voi un clone di turno dell'ominide di Arcorland.
Gianni Ottaviani
mercoledì 19 febbraio 2003 - 19.40.12

Se la prende con l’anonimato e denuncia la confusione che questo crea tra gli elettori di Sinistra.
Come uomo di cultura, afferma di appartenere alla Sinistra, quella illuminata, utopica e spesso mal vista (ma non era un uomo di cultura e basta? O forse la sinistra gli appartiene perché fa comodo o ha fatto comodo alla carriera o all’immagine? O forse perché è sempre così conveniente fare l’intellettuale-artista di sinistra?).
Come uomo di sinistra si dispiace dell’autolesionismo della coalizione nella scelta del candidato, fa appelli al popolo della sinistra a maggior senso di responsabilità, scongiura la possibilità che a Grottammare governi un clone di turno dell’ominide di Arcorland.
Il signor Ottaviani dimostra di non essere un semplice artista fiero della sua indipendenza politica e di pensiero, scomodo perché schietto e critico senza peli sulla lingua; ma piuttosto denota come egli in politica abbia di certo maggior dimestichezza che nell’arte; o forse è uno di quegli artisti che sono convinti che le “Merde d’autore” se sono di fatte da un artista di sinistra, sono comunque d’autore e non puzzano.

Ormai a suo agio nel lanciare la volata alla coalizione di Solidarietà e Partecipazione a suo agio nei panni di artista impegnato….

elezioni a Grottammare
[…[ Basta con le scissioni e i distinguo che stanno lacerando il centro sinistra. Sarebbe ora di pensare più in alto.
Gianni Ottaviani
domenica 23 febbraio 2003 - 16.41.53

L’Ottaviani nello suo snobistico disprezzo verso chi non si firma, denota supremo e incorruttibile amore per la griffe che lui, probabilmente, si è conquistato sul campo, col sudore della fronte, sgolandosi ad apparire intellettuale o artista di sinistra di fronte a chi poteva investirlo del titolo di artista o intellettuale ; sa infatti benissimo che per l’artista essere di Sinistra è più chic e più vantaggioso;
Altro che refuso tipografico…. L’Ottaviani non smentisce di essere davvero un artista di fame ( di gloria e di consensi) internazionale; ed ha certamente trovato i suoi estimatori in chi, pur non riuscendo o non volendo capire nulla delle sue opere artistiche, trova di buon gusto stimarlo come artista, solo perché uomo di sinistra. Fatto che va a merito della sua astuzia politica, molto meno della sua onestà e capacità artistica.
L’Ottaviani ha di certo buone basi per avviare una carriera politica senz’altro ricca di soddisfazioni; per quanto riguarda quella artistica credo che non potrà ricercare più estimatori di quanti ne abbia, guadagnatiseli o con la politica o con l’astuto savoir faire che ogni buon artista impegnato sa adoperare nel conquistare consensi bipartisan.
Un artista impegnato… nella ricerca del consenso e dell’apprezzamento.
Per quanto riguarda le sue opere… beh forse il senso estetico crociano… nel suo caso aveva altri impegni.

Mario, strenuo difensore del “Rinascimento grottese” promosso da Solidarietà e Partecipazione:
[…] sono casualmente entrato in questo forum... E' stato come entrare in mondo a parte!!! Maldicenze, diffamazioni, giudizi sull'amministrazione attuale che non sono affatto suffragate dai fatti e non trovano assolutamente riscontro nella maggior parte dell'opinione pubblica che io, per professione, ho modo di riscontrare con una certa facilità.
Vi assicurò che la gran parte dei cittadini cerca la continuità, nel metodo e nella sostanza, rispetto agli otto anni passati.
Sorprendono soprattutto le accuse di scorrettezza e di favoreggiamento di interessi privati, nei confronti dell'amministrazione Rossi!!! Interessi di chi?!?...E a quale fine?!? Non mi sembra proprio che Rossi (.. a differenza di quasi tutti gli amministratori del passato) abbia tratto vantaggi personali dal suo lungo mandato! E allora per quali ragioni avrebbe dovuto favorire qualche interesse?? Forse per ingenuità o per stupidità? ...Al di la della condivisione o meno delle sue scelte non mi sembra proprio che questo sindaco possa essere definito stupido!!! E poi questa questione degli incarichi ai soliti tecnici?!? ...Non fidandomi delle maldicenze sono andato a chiedere i dati presso gli uffici del comune e ho riscontrato che di incarichi ne sono stati dati a vari tecnici, di destra e di sinistra, alcuni perfettamente sconosciuti!!!
E poi visto che non sono uno sprovveduto ho controllato anche questo famoso regolamento che Rossi avrebbe “incoerentemente” cambiato per poter incaricare l’ing. Fabbioni (cugino dell’assessore) è ho scoperto che in realtà il divieto che Rossi aveva fatto introdurre prima della sua elezione a sindaco riguardava solo gli incarichi di dirigente degli uffici e non quelli di progettazione. Il regolamento fu cambiato, per chiarire questo aspetto coerentemente con quanto riportato nei verbali della precedente delibera. Tutti come me possono controllare se quanto affermo è vero!
Quindi di quale incoerenza si parla?? In realtà si fanno tante maldicenze senza conoscere la realtà!!!
E poi questo ing. Fabbioni l'ho sentito parlare una volta e non mi sembra certo un imbecille al quale si da un incarico perchè parente di un amministratore. Mi dicono che abbia progettato moltisimi Piani Regolatori in tanti altri comuni.
[Quanto poi alla tanto bistrattata (in questo forum) candidatura a sindaco dell'assessore Merli, in realtà molti non lo conoscono a differenza della Costanzo ...ma se il gruppo di solidarietà e partecipazione saprà far capire (e non sarà difficile se Rossi e gli altri si impegneranno) che Merli è il successore di Rossi, vincere le elezioni contro una destra debole e priva di personalità non sarà difficile.
mario p.
lunedì 24 febbraio 2003 - 1.00.45

Anche qui i topos della letteratura del periodo (maldicenze, diffamazioni, giudizi non suffragati da fatti); stupore e indignazione di fronte alle scorrettezze compiute verso l’Amministrazione Rossi; competenza e professionalità personale nel garantire il consenso dell’opinione pubblica a Solidarietà e Partecipazione.
Su una cosa il signor Mario mi trova d’accordo: sul fatto che il Rossi e i suoi non siano certo degli stupidi nell’aver curato con attenzione tutti i particolari della Rivoluzione culturale e che di certo la destra sia debole e priva di personalità.

Il signor MFE scrive, poi in risposta a Mario, una significativa lettera che, ripercorre nei particolari, i tanti errori e incoerenze del Rossi e della sua coalizione.
Nell’esposizione si avvale spesso di fatti evidenti e incontrovertibili, in altri casi di voci o questioni note in Paese; comunque, il suo intento non è quello di diffamare Rossi e C., quanto piuttosto di constatare amaramente come da uomo probabilmente di sinistra, l’MFE sia stato deluso dai “forzaitalioti” Rossi e Merli; di quest’ultimo poi ne ripercorre la “mirabile” carriera politica “trasversale”, cioè che lo ha visto aderente ai partiti più in voga in ciascun periodo. [Per leggere l’intera lettera di MFE si può farlo sempre nel forum del sig. Turco www.paoloturco.it ].
La lettera in questione ha scatenato un finimondo; in crisi per una successiva lettera di un certo “advx” del quale, fidandomi del moderatore del forum, non discuto i toni scabrosi e diffamatori, tuttavia, dopo la discesa in campo del Rossi in persona che con una lettera autografa invita il moderatore ad una “riflessione” circa coloro che fanno uso del forum per diffamarlo, il sig. Turco chiude le discussioni politiche invitando a moderare i toni, a liberarsi da bassi istinti e frustrazioni (anche questi topoi letterari della Rivoluzione culturale) e a parlare di tutto meno che di politica.
Il sottoscritto nel frattempo intratteneva o tentava di intrattenere delle discussioni nel forum dei socialisti grottesi (www.socialistigrottesi.too.it) che come già detto in premessa, lo avrebbe poi spinto a desistere dall’iniziativa.
Fino a quando ha notato con sommo disappunto che nel forum, nei mesi successivi erano state cancellate le discussioni inerenti critiche circa la politica assunta dallo SDI e dal Centro sinistra grottese.
Il disappunto è sfociato nello sdegno democratico, poiché discussioni eliminate, pur essendo, come già detto, cronologicamente posteriori alla discussione intitolata “Socialisti”, rimasta invece intatta all’interno dello stesso forum.
Indignazione, la mia, che non può non prendere atto che anche questo è uno dei gesti latenti ma decisi a censurare ogni forma di dissenso o di dibattito all’interno delle cosiddette forze riformiste.
Pur se mordaci e caustiche nei toni, le discussioni inviate intendevano mostrare il percorso politico, strategicamente tutt’altro che limpido, del nuovo coordinatore dello SDI locale e riguardavano altresì, la scarsa serietà di diversi esponenti del centrosinistra locale, nel compiere un’operazione di trasformismo per puro opportunismo politico.
Nello specifico: il Tedeschi, il Bruni e altri esponenti del Centro-Sinistra locale, dimentichi di essersi opposti e osteggiato la politica “giacobina” e fortemente populista dell’ex Sindaco Rossi e delle sue passate amministrazioni, raggiungono un miracoloso quanto inspiegabile accordo in occasione delle recenti elezioni comunali.
Quanto allo Sdi locale (spesso oggetto delle critiche forcaiole del Rossi e compagni) esso non solo aderiva alla coalizione allargata incondizionatamente, ma partecipava, sorprendentemente guidata dall’ex laburista Casilio, da tempo sostenitore “rossiano”, e per l’occasione vestito di nuovo, nei panni di nuovo coordinatore locale dello SDI.
E così, delle dispute cruente fra esponenti DS e di Solidarietà e Partecipazione (che vedevano l’ex Sindaco Rossi, come capofila dei “giacobini”) dopo l’accordo elettorale più nessuna traccia; delle offese pesanti e gratuite del Rossi e degli “onesti” “rifondaroli” contro i “ladri” socialisti e della Prima Repubblica più nessuna traccia; dei dissidi tra Casilio ex laburista e dunque affiliato dei Ds con gli stessi DS più nessuna traccia……………di quelle discussioni che io avevo aperto nel forum e che si ponevano domande circa le vicende sopra citate… più nessuna traccia.
Delle discussioni in questione ricordo il signor Seneca, che, pur di matrice “buonista” e inneggiante allo “Scurdammoce ‘o passate”, non finirò mai di ringraziare in quanto è stato l’unico a tentare di dare una parvenza democratica al dibattito, prontamente spazzata via dalle iniziative dei curatori del sito.
Costoro, nell’esercizio delle loro libere facoltà, forti del fatto che democraticamente mi lasciavano spazio e libertà di parola, nello stesso tempo dietro le quinte, inventavano un sondaggio, a dir poco ridicolo, che, ai visitatori del sito domandava di rispondere se fosse il caso di affrontare tematiche politiche all’interno del forum; ridicolo, in quanto il sito non è stato certamente pensato per far discutere di cucina o della vita notturna delle formiche.
Gesto ridicolo e di cattivo gusto certo, ma legittimo, quanto perentoria è stata la risposta di coloro che al sondaggio all’unanimità hanno ribadito che non solo era legittimo, ma anche opportuno discutere di politica.
All’unanimità, se non ricordo male; ma ahimè, fatto anche questo non verificabile poiché hanno ritenuto buona cosa far sparire anche i risultati del sondaggio, scomodi, probabilmente quanto le discussioni.
Quanto è avvenuto, credo sia palese, va a scapito non solo dell’onorabilità dei Socialisti Democratici Italiani locali, ma anche e soprattutto di quella “Democrazia diretta” di cui si riempiono la bocca benpensanti quali l’attuale Presidente del Consiglio comunale, cioè il Rossi, ex sindaco che, dovrebbe ricordare che il senso democratico e delle istituzioni lo smarrì già quando in occasione della guerra in Kossovo, appellandosi alla propria coscienza di “pacifista” (che può essere condivisa dal sottoscritto) minacciò di riconsegnare la “fascia” di Sindaco, compiendo un gesto spregevole, antidemocratico e irrispettoso del popolo grottese e delle istituzioni repubblicane.
Quanto al fatto che il Rossi possa sostenere che la nostra Costituzione afferma che l’”Italia ripudia guerra” rispondo che ciò è vero e sacrosanto quanto il fatto che invece di minacciare platealmente di rispedire la “fascia” a Roma, poteva democraticamente rassegnare le dimissioni.
Giusto per far notare quanto spesso capiti che questi “Civitatis et Reipublicae defensores” locali abbiano a cuore prima che le istituzioni, i loro obiettivi politici e strategici, secondo una logica di mero opportunismo o ricerca di visibilità giustificate dal voler esser coerenti con il proprio ideale.
Ma è possibile che all’interno del Centro-Sinistra non si provi un certo imbarazzo di fronte a quel populismo, giacobinismo e opportunismo che alimenta quello che viene definito il “Modello Grottammare” che in tanti ci ammirano e ci copiano???
Ma chi ci copia e ci ammira sa che Rossi e compagni hanno fatto del giustizialismo e della “Caccia alle Streghe” il fondamento della loro ascesa politica e proprio ora invece se ne sono privati perché l’alleanza allargata con gli allora scomodi DS, PPI, e SDI del figliol prodigo Casilio, oggi serve per raggiungere lo stentato 56% della vittoria elettorale?
E’ forse democratica la facoltà di scegliere chi siano i probi e gli onesti e i ladri o i cattivi o sentirsi in pace o in guerra a seconda delle stagioni facendo cadere i “capi d’accusa” a proprio piacimento???
E basta un gesto purificatore o di assoluzione del “lider” Maximo o dei suoi collaboratori per lavare le onte e le vergogne del passato di uomini o partiti, prima biasimati perché eredi della Prima repubblica?
Le mie discussioni ponevano l’accento sulla scarsa serietà politica in queste vicende.
E per serietà politica non si intendeva per nulla alludere o sospettare della rispettabilità morale di ciascuno degli esponenti sopraccitati (come invece magari qualcuno ha fatto in passato per rafforzare di contro la propria visibilità politica….. chi ha orecchie per intendere intenda… e arROSSIsca), ma piuttosto, con dati o fatti di dominio pubblico e di incontrovertibile evidenza, della loro incoerenza e opportunismo politico, indegni di una politica di sinistra, socialista o degna di una prassi che si dica trasparente.
Fatti e argomentazioni tanto evidenti, quanto scomodi.
Recentemente in piazza, un manifesto di Rifondazione comunista amaramente ironizzava su una delle “uscite” del Presidente del Consiglio circa la “villeggiatura” dei confinati politici in epoca fascista; condivido senz’altro la loro amara ironia.
Ma altresì amaramente rido del fatto che in campagna elettorale uno degli slogan di Solidarietà e Partecipazione era pressappoco “Per non tornare indietro….”.
Ed invece l’episodio increscioso avvenuto nel sito dei socialisti grottesi e in quello del sig. Turco dimostra che l’aria comincia a tornar pesante come negli anni ’20, e di passi indietro, ahimè, se ne sono fatti. A questo si aggiunga un ulteriore episodio, che mostra la prolificità di interventi ispirati alla nuova “Rivoluzione culturale” di Rossi e compagni.
Ad una mia domanda al sito di Rif. Comunista locale (digilander.libero.it/prcgrottammare/) in cui domandavo a cosa si attribuisse il decremento percentuale della coalizione di S. e Partecipazione, pur essendosi essa presentata con una coalizione allargata che lasciava presupporre piuttosto un largo incremento o nella peggiore delle ipotesi un pareggio percentuale, la Signora Serena mi rispondeva confusamente, ma perentoria precisava e con toni fascistamente sicuri “Mettetevi l’animo in pace”.
Devo altresì tornare a citare la strana vicenda avvenuta nel sito del signor Paolo Turco, di cui non ho mai discusso certo l’alta democraticità nel fornire questo spazio, ma che in occasione del “richiamo” del Sindaco uscente Rossi non esitò ad apporre all’entrata nel forum un messaggio in cui si abolivano discussioni politiche per non lasciar scatenare “frustrazioni o bassi istinti”.
Pur rimanendo stupito dal dietrofront del sig. Turco, ispirato probabilmente dall’invito alla riflessione proposto dal Rossi, in quella occasione decisi di non introdurmi con tematiche politiche nel suo forum, per rispetto verso di lui, e molto meno verso la verità. E di questo me ne rammarico.
Tutti episodi questi, che fanno capire che invece indietro siamo tornati e di molto; negli atteggiamenti arroganti di alcuni; nelle ipocrisie di altri; nei pavidi eccessi democratici di altri ancora.
Il silenzio della pavida e smidollata opposizione di Centro-Destra attratta forse dal fascino populista e superomistico del Rossi; il consenso della signora Serena; la pigrizia di chi non si è voluto chiedere come mai i taumaturgici Rossi e Merli erano riusciti a risanare gli odi e le feroci diatribe, forse perché in tempo di pace avrebbe poi avuto loro qualcosa da chiedere; l’apparente rispetto delle regole democratiche cercando di sfiancare chi è scomodo catalogandolo come frustrato e gravido di bassi istinti oppure da censurare e non degno di risposte.
Situazioni metodi e fenomeni che dimostrano come cambiano le camicie, ma non le teste.
Non me ne voglia il Signor Turco; pur non condividendo il suo atteggiamento in quella occasione continuerò a leggere il suo forum e a parteciparvi se me lo permetterà dopo questa mia; ma sappia che nelle prossime occasioni non starò zitto di fronte alle angherie degli “squadristi” e militanti di S. e Partecipazione, che seppur non violenti fisicamente, sono spietati e raffinati aguzzini nell’annientamento psicologico.
In questo revival stile ventennio, ecco alcuni spunti interessanti della lettera dell’ex Sindaco Massimo Rossi, nel forum del sito del signor Turco, che rende onore al merito di certe mie affermazioni
“Incuriosito […] sono venuto a leggere alcuni interventi contenuti in questo sito e, dato il mio modo di essere poco formale ed affatto “istituzionale”, non resisto alla tentazione di dire qualcosa al riguardo, come sindaco uscente, senza bisogno di coprirmi nell’anonimato.”; così interviene in premessa il Rossi.
Quanto al fatto di essere poco formale e affatto istituzionale non c’erano dubbi; anche se non credo facesse riferimento ai gesti disdicevoli e offensivi verso il popolo e la Nazione quali quello della “riconsegna della fascia da Sindaco”; o forse ancora al suo passato giustizialista o di cacciatore di streghe o a quando, secondo le leggende popolari, munito di macchina fotografica immortalava il degrado cittadino.
Intendo a riguardo comunicare che prima o poi proporrò all’Amministrazione uno splendido Album fotografico che renda merito a quel degrado cittadino che “sembra non esserci più ma c’è ancora”.
Quanto al biasimato anonimato alcune puntualizzazioni: a Grottammare conta più il nome di chi scrive o parla e meno il valore dei contenuti e degli argomenti che si adducono.
La dimostrazione, alle parole del Rossi stesso che nella stessa lettera afferma: “Forse se non vi fosse l’anonimato resterebbe il diritto di criticare ma non quello di seminare illegalmente sterco addosso al prossimo.
Penso che l’ing. Turco, di cui conosco la serietà e l’equilibrio, dovrebbe fare una riflessione al riguardo”.
Il signor Turco fece la riflessione; e fece in modo che nel sito non comparissero più discussioni politiche frutto di “bassi istinti” e “frustrazione”.
Dubito che l’intimidazione di stile mafioso del Rossi, perché di questo si tratta, sarebbe stata altrettanto efficace nell’anonimato.
Il signor Rossi, che nelle varie occasioni pubbliche è stato insignito anche del titolo di “professore” dimentica che il “vile” anonimato può far forza solo sugli argomenti, mentre il nome, e il suo di “carriera” ne ha fatta parecchia, può vivere di rendita vendendo “patacche” e facilmente scansando ogni critica accusandola di celarsi dietro l’anonimato stesso.
Il Rossi critica l’anonimato pur sapendo che, se non avesse firmato il proprio intervento avrebbe visto le sue argomentazioni scarsamente convincenti e di scarso effetto censorio e ammutolente; e io lo ritengo troppo intelligente per non aver valutato queste “sfumature dialettiche” e i vantaggi che ne traeva. Non tanto furbo però dal gettare fumo negli occhi, al sottoscritto, che è senza nome ma ha buona vista, discreta memoria e sa che a “questo mondo”, un nome “titolato” fa più di mille buone ragioni.
Quanto al fatto che mi si possa accusare di approfittare dell’anonimato per denigrare, o gettare sterco, non ci si turbi: ho già definito che i vantaggi dell’anonimato sono certamente minori di chi con la “griffe” trae vantaggi maggiori nobilitando e accreditando la pochezza delle proprie argomentazioni.
Ci sarà poi sempre qualcuno sedotto dalla firma e dall’autorevolezza che emana; ci saranno sempre una sig.ra Serena, dei curatori del sito “Socialisti grottesi”, o un signor Turco che volontari o involontari si ergeranno a difensori di quella parvenza democratica che esiste anche a Cuba, nelle Repubbliche popolari di sovietica memoria e che in Italia “assaggiammo” nel Ventennio Fascista.
Continuando nella lettura di quel capolavoro di “Defensio Imperii” che è la suddetta lettera del Rossi, egli, prendendosela con il già sopra citato MFE “la cui mano (peraltro a me nota!!!) ritrovo in altri interventi sebbene firmati con diverse sigle” afferma:

”[…] mi dispiace deludere questo signore e gli altri che si affannano a diffamarmi con tanto impegno e, mi si perdoni, con un po’ di evidente rancore e frustrazione, ma posso tranquillamente affermare senza presunzione, che la gran parte dei cittadini di Grottammare continua a nutrire una profonda stima ed un ampio consenso nei miei confronti e nei riguardi degli amministratori che con me hanno lavorato in questi anni.
Sono certo che le imminenti elezioni comunali faranno chiarezza a tale proposito.
Mi dispiace soltanto che questa è solo una delle tante diffamazioni contenute tra gli interventi di questo forum (tra quelli che sono riuscito a leggere). […] mi si faccia esprimere tutta la mia commiserazione in relazione alla diabolica ricostruzione, con risvolti spionistici e psicoanalitici, che questo falsario celato dalla sigla MFE, recuperandola da altri illustri e rigorosamente anonimi commentatori, ci propone riguardo il percorso seguito da solidarietà e partecipazione per la definizione del candidato Sindaco.”

Accuse di frustrazione e rancore verso chi lo contesta; autocompiacimenti narcisisti degni di un dittatore e indegni di un ex “proletario” che dovrebbe conoscere quanto la vanità svilisca le virtù dell’homo proletarius; autocompiacimenti, peraltro, non assistiti dai dati elettorali che vedono la sua coalizione in netta discesa nonostante l’incapacità di un’opposizione di essere tale, chi sa per quale bel motivo; commiserazione del signor MFE che “diabolicamente” ricostruisce con risvolti psicoanalitici e spionistici il percorso seguito nella miracolosa scelta del candidato sindaco che ha trovato tutti d’accordo, sanato rancori ed odi.
E’ così naturale che si assista a mirabili e inspiegabili eventi? Il Casilio che risorge dal letargo politico con un incarico di responsabilità in un partito in cui era inviso agli esponenti locali; il Tedeschi, strenuo contestatore dell’arroganza rossiana, sanguigno “BraveHeart” dei Ds che viene ammansito da un incarico di responsabilità amministrativa (Assessore ai Lavori Pubblici) ed improvvisamente diviene concorde con un Rossi che, in campagna elettorale, durante un comizio al Kursaal, lo accoglie gioioso e paterno dicendo “Fausto, vieni a dirci qualcosa….” posandogli la mano sulla spalla; il Partito Popolare Italiano locale, erede di quella DC odiata e disprezzata dal Rossi-proletario e comunista, che cede alle lusinghe del comando.
E’ così scandaloso chiedersi come mai vi sia stata questa stupefacente “miraculorum revelatio”? A questa domanda, niente di più di accuse di frustrazione verso chi dissente, svelandone, di costoro, tratti spionistici e risvolti psicanalitici
Il Rossi dimentica che gli occultamenti delle mie discussioni nel sito Socialisti grottesi, le derisioni sarcastiche e minacciose della “militante” Serena nei miei confronti, le sue proprie velate “minacce” nel sito del sig. Turco, vestite sagacemente come “invito alla riflessione”, le accuse verso il vile anonimato e i gesti servili di quanti hanno compiuto ciò, non sono che, tanto per utilizzare una frase della sig.ra Serena, “frutto della politica compiuta da Solidarietà e Partecipazione” e frutto, dico io, di una mentalità ormai radicata nella cittadinanza.
Altro che Democrazia Diretta… a Grottammare assistiamo alla cristallizzazione di una forma di dittatura morbida mentale cui la cittadinanza ha accondisceso o fatto l’abitudine; una forma di dittatura che si serve dell’ipocrisia, dell’occultamento, della derisione, della minaccia simulata in difesa della dignità personale o della “democrazia diretta” stessa; come ogni buon regime che si rispetti. Vi avrei fatto persino l’abitudine e mi sarei rassegnato anche io se i termini fossero rimasti nella mera propaganda.
Dice l’illustre Enzo Biagi che “ogni popolo ha il governante che si merita”; si riferisce al Presidente del Consiglio, ma non credo che la frase sfiguri nella nostra Grottammare.
I fascisti mandavano al confino gli scomodi, le mie discussioni invece sono finite nel cestino. Blasfema considerazione.
Certo, non posso paragonare la mia esperienza a quelle tragiche vicende del Ventennio; ma è anche vero che non possano dirsi veramente democratici né i curatori socialisti del sito, né la signora Serena, né l’ex Sindaco che riconosce la democraticità delle argomentazioni o delle critiche solo quando gli fanno comodo, menando altrimenti minacce mafiose travestite da inviti alla riflessione.
Trucchetti degni delle Repubbliche delle Banane.
Si dimenticano infatti tanti bei discorsoni di Rifondazione Comunista nei cartelloni in piazza in cui si accusa l’America di imperialismo, Israele di razzismo-nazismo nei confronti del popolo palestinese, la CdL e l’Ulivo facce della stessa ipocrisia…..
Si trascura il fatto che a liberarci dal fascismo sono stati gli inglesi e gli americani (coadiuvati dalla Resistenza e non il contrario) e non certo i russi, della cui “liberazione” i paesi dell’Est hanno ricordi tuttora indelebili e non certo benefici; il fatto che gli ebrei hanno subito uno degli eccidi più schifosi della storia dell’umanità e che c’è differenza fra il farsi saltare in aria in un bar o in un autobus, in nome di una qualsivoglia idealità o disperazione e soffocare invece, in una camera a gas; Si sorvola sul fatto che ieri il Centro-sinistra era ipocrita, guerrafondaio, imperialista, ed ora invece torna utile per fini elettorali.
Non è degno di nota il fatto che chi contesta l’Amministrazione venga trattato nei modi sopra largamente descritti. Ma questo dimostra che i suoi componenti e i suoi sostenitori hanno ben chiari i metodi di demolizione e denigrazione tipici di quei regimi autoritari che, pur rimanendo nella formale legalità, fanno tacere i dissensi, ignorandoli, deridendoli, accusandoli di non uscire allo scoperto dell’anonimato; Rossi e soci difendono i combattenti del Chapas che combattono con il passamontagna nel più profondo anonimato e si irritano ducescamente per un dissenso democratico che chiamano diffamazione. In tal senso gradirei di essere considerato almeno in questa occasione,
un “combattente del Chapas”, affinché in loro si addolciscano i toni, le censure, le derisioni e gli “inviti alle riflessioni”.
Si invita ad una “seria riflessione” un cittadino che democraticamente fornisce uno spazio di dialogo solo perché forse irrita sapere che “Un altro mondo è possibile”, non solo a quello imperialista dei McDonald, tanto avversato, ma anche a quello dei Rossi, dei Casilio e di coloro che sono, i fascisti del nuovo Millennio, che han fatto carriera politica facendo leva proprio sulla contestazione del Sistema a loro antecedente o sapendosi riciclare al momento giusto e che oggi, cambiando ben poco nelle logiche “politichesi” mettono in atto la triste realtà delineata in un proverbio di “respiro internazionale” che dice “Cambiano i c.zi ma i culi sono sempre gli stessi”.
Non basta un cesso all’aperto come la nuova (si far per dire) Piazza Pericle Fazzini; una pista ciclabile che nel tratto Grottammare-Cupra sembra costruita per i nani di Biancaneve data la ristrettezza della pista stessa e che, invece, nel tratto del nuovissimo lungomare sud sembra progettata per esaltare le “caravaggesche” nature morte, offerte dalle numerose palme secche e nutrire la segreta speranza che il percorso verrà senz’altro inserito ben presto fra i circuiti validi per il mondiale di ciclocross data la sua ardua percorribilità. Non basta il fatto che il Rossi è stato il sindaco grottese più “cementomane” nella storia della Repubblica [basti pensare alla piazza e al corso, chiaro esempio del gusto “littorianamente” avanguardista e futurista degli amministratori].
Ci sarebbe davvero di che ridere per tutti i “ludi circensi” offerti in questi anni; ma si ride solo con quelli della Prima Repubblica e solo quando pare.
Come dice un celebre film, forse ignoto ai cultori dell’elitario Cineforum Blowup nostrano, nel giocare le carte della loro azione politica, Rossi, Merli e soci, “Fanno il mazzo, e quando perdono barano pure”; nessuna allusione alla loro onestà e dignità personale; moltissime invece circa la loro azione e onestà politica, la loro correttezza nei confronti di chi li contesta, la loro visione del mondo: fascista, populista, arrivista.
Sedutisi alla Tavola della Politica, non basta, avere le mani pulite per dire che si conoscono le Regole del Galateo.
Quanto a me, se non fosse avvenuto quanto detto lungamente sopra, non sarei più intervenuto; ma ahimè il tentativo occultante dei curatori del sito Socialisti Grottesi, le risposte sarcastiche derisorie e fascisteggianti della sig.ra Serena, il dietro front del sig. Turco di fronte alla “Defensio Imperi” del sig. Rossi, e le altre contraddizioni del Sistema politico grottese, mi hanno impedito di tacere, soprattutto perché, e mi riferisco ai curatori del sito dei socialisti grottesi, che hanno dato il “la” a questo mio j’accuse, essi hanno tentato, “democraticamente” di farmi tacere o passare sotto silenzio, non rendendosi conto che questo loro maldestro gesto dà origine a due verità, da una che veniva fuori dalle mie discussioni: e cioè che era in atto un tentativo di far passare sottosilenzio alcune mie argomentazioni che si opponevano alla scarsamente limpida politica paesana e che, compiendolo, non si sono accorti che hanno confermato che esse sono verità scomode che disturbano il quieto procedere di una gattopardesca classe politica grottammarese, oggi come non mai ieri, così fintamente democratica trasparente o al servizio del cittadino e invece in realtà bonapartista, vanesia, arrogante e fascista nei modi.
Se avevo qualche dubbio su come stavano le cose, essi me l’hanno tolto confermandomi che il regime morbido c’è, e a quanto pare piace. Non a me però. E attenti ad aprire i vostri armadi…. Chissà che invece degli scheletri non cadano fuori le mie discussioni…
Grazie.
Attendo ma non spero, visto il clima soporifero, risposte e commenti per eventuali dibattiti.



Conte Tacchia



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